Negli ultimi anni si sta sviluppando tantissimo la cultura dell'opensource, che ha portato alla nascita di tantissime case di produzione di software gratuito, o più spesso a gruppi di programmatori che hanno creato col tempo delle ottime alternative ai più famosi programmi commerciali.

Questo fenomeno ha portato anche alla creazione di grandissimi portali per la gestione e la pubblicazione di ogni tipo di applicazione opensource, come SourceForge.net che è forse il più famoso e fornito.
Il nuovo articolo del sito, che arriva dopo un periodo pressoché infinito di preparazione, soprattutto a causa della mancanza di tempo.
Se conosci qualche altro programma gratuito, opensource, o qualche interessante tool online capace di emulare qualcuno di questi programmi segnalamelo pure qui sul blog, la lista è in costante aggiornamento.
Il progetto poggia le suo basi ancor prima della nascita di Skype, ed è nato con il nome di Venice Project, in "onore" dell'albergo dove sono state poste le basi per questo progetto. A inizio anno, arrivati alla versione 0.8, l'intero progetto cambia nome, diventando quello che adesso è conosciuto come Joost. Ma che cos'è in effetti Joost?

Joost si pone esattamente nel mezzo tra YouTube e la normale televisione, perché l'obiettivo dichiarato dei due fondatori Niklas Zennstrom e Janus Friis è proprio quello di andare a sostituire la vecchia TV con una televisione più intelligente, creata dagli stessi spettatori, e quindi in grado di fornire sempre i contenuti che questi cercano.
Sono passati ormai 5 giorni dalla presentazione euforica del ministro Rutelli, e proprio l'euforia iniziale si è trasformata più in un senso di vergona e in tentativi di nascondere la propria incompetenza correndo ai ripari.
In prima fila nello sdegno contro il portale si è posto subito un blog, nato proprio per questo motivo: http://scandaloitaliano.wordpress.com/ ha iniziato fin da subito a raccogliere dati e interventi riguardo alla situazione del sito e a cercare notizie di come questi 45 milioni siano stati spesi.
In breve sintesi la ripartizione è stata così distribuita:
Forse l'unica spesa che riesco (difficilmente) a concepire, è proprio la più grande, alle regioni per i contenuti. Anche se più persone si sono lamentate della carenza di queste, alla fine in Italia ci sono 20 regioni e i contenuti da inserire sarebbero veramente tantissimi, quindi spero che col tempo arrivino.
Dopo tanto tempo è nato finalmente Italia.it, il portale del turismo nato da un'idea di Lucio Stanca (ministro per l'innovazione nel 2004) e che è stato pagato con i soldi dei contribuenti, con uno sforzo economico pari a 45 milioni di euro!!!
La cifra è nota da tempo e ha alimentato un'immensa aspettativa nei confronti del sito, tanto che il giorno dell'inaugurazione e il giorno successivo il sito ha subito grandissimi rallentamenti, risultando persino inaccessibile in alcuni momenti della giornata.

Non riuscendo ad accedervi per molto tempo mi sono accontentato di leggere le recensioni di alcuni siti e blog che seguo, a partire naturalmente dalle webnews di HTML.it, e dallo stesso blog di HTML.it, dove si è scatenata una vera e propria discussione tra i lettori, a suon di commenti.
Sono poi passato a leggere i messaggi di due dei miei blog preferiti, DesMM e ICTblog entrambi con connotazioni diverse, soprattutto quella di ICTblog, più orientata verso lo scandalo dei 45 milioni spesi.
Quando ho visto questo video sono rimasto sconvolto, è una cosa incredibile, è eccezionale. Lui è Travis Pastrana, nato come pilota di motocross e convertito al freestyle soprattotto grazie agli sponsor che lo seguono.
Come dice un mio grande amico, vedere lui andare in moto è un po' come vedere Maradona giocare a calcio o Michael Jordan nel basket. E la cosa incredibile è che è un ragazzo nato nel 1983, che tra le altre cose ha alle spalle una quantità tale di infortuni da meritare un capitolo apposito nella sua pagina su Wikipedia.
Pare che adesso abbia intenzione di dedicarsi al Rally come vero e proprio lavoro, e per farlo gli dovrebbe essere affidata una Subaru Impreza WRC.
Dopo Gmail anche soapbox apre le iscrizioni alla propria versione beta a tutti. Finora l'utilizzo del servizio era stato concesso solo a pochi beta-tester, consentendo uno sviluppo tranquillo e senza la pressione della concorrenza, in particolar modo di YouTube.
Avevo già parlato di questo servizio dopo aver ricevuto l'invito come tester, quando ancora non era accessibile a tutti, e ne ero rimasto entusiasta soprattutto per come era stata concepita l'usabilità del sito, con una parte sempre fissa sulla destra dove vedere il video desiderato, mentre sulla sinistra la possibilità di eseguire tutte le normali operazioni di ricerca. Anche la grafica è decisamente accattivante e con il tempo sono sicuro che arriveranno anche i contenuti.
Ti accorgi di vivere nel 2007 quando:

Non ricordo con esattezza chi me l'abbia mandata per primo, l'ho ricevuta una cinquantina di volte nell'ultimo mese, ringrazio comunque tutti quelli che me l'hanno inoltrata perché ho veramente riso tantissimo!
Finalmente Gmail, il servizio di posta elettronica di Google ha aperto a tutti la registrazione!
Fin da quando è nato il servizio è sempre stato "chiuso" agli utenti in possesso di un invito, che potevano ricevere solamente da persone già iscritte, limitando molto in questo modo il flusso di iscrizioni a un servizio che rimane tuttora in fase "beta", di sperimentazione.
Le possibilità offerte da questo servizio sono incredibili, io lo uso praticamente da sempre e non ho mai avuto alcun tipo di problema. Negli ultimi tempi è stata anche aggiunta una nuova funzione che permette di ricevere con l'account Gmail anche la posta elettronica che riceviamo su altri indirizzi e-mail. Insomma, non manca proprio nulla, ed ora è finalmente un servizio aperto a tutti.

Ho scoperto oggi su Dynamick.it un video eccezionale, un vero e proprio spot pubblicitario per il Web 2.0, realizzato talmente bene che sarebbe perfetto per essere mandato in onda in televisione, magari durante qualche speciale riguardante internet o il web in generale.
Peccato che di questi argomenti in televisione si se ne abbia traccia, e l'unico luogo dove poterne parlare risulta essere il web stesso...
Oppure si può fare qualche chilometro in più e andare dal professor Michael Wesch dell’Università di Antropologia Culturale dello stato del Kansas, negli Stati Uniti, non proprio dietro l'angolo.
Ho scoperto quasi per caso questo programma eccezionale, si chiama WavePad, e la sua qualità migliore sta nel fatto che è completamente gratuito.
È prodotto dalla NCH Swift Sound che ha una grandissima quantità di software gratuiti scaricabili dal proprio sito.

La cosa che mi ha colpito di questo programma sta nella grande quantità di operazioni che è possibile fare sul file audio selezionato, e soprattutto il fatto che permetta di modificare direttamente i file mp3 senza necessità di convertire il file prima della modifica. E tutte le operazioni sono gestite con una semplicità clamorosa, rende facile qualsiasi operazione di taglia-incolla che in alcuni programmi, anche a pagamento risulta decisamente complessa.
L'unico difetto è la mancanza della possibilità di gestire più tracce nello stesso progetto audio, però in fondo non è questo lo scopo principale del programma.